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Ancona

LE PORTELLE

Fino alla metà dell’800 lungo il perimetro del porto c’erano varchi di collegamento alla città chiamati portelle. Erano sei e facilitavano il carico e lo scarico delle merci, non erano dotate di molo e non costituivano un facile ingresso alla città, perché il mare batteva direttamente sotto il muraglione lungo cui correva un piccolo marciapiede, con gradini in prossimità di ogni portella. Per garantire la protezione durante la notte, o in caso di pericolo, gli accessi venivano chiusi e vigilati. Oggi le portelle ancora visibili sono quattro. La Portella della Loggia – costruita nel XV secolo in pietra istriana – costituita da due fornici utilizzati per accedere alla soprastante sala della Loggia, dove si negoziavano le compravendite delle merci. Peculiare è il sacello votivo della “Stella Maris” e un bassorilievo che ricorda la partenza di San Francesco da Ancona verso Oriente. Portella Santa Maria detta anche Portella della Dogana apparteneva all’antica cinta muraria e consentiva l’accesso diretto all’ ufficio della Dogana, in piazza di Santa Maria. Costituita da una volta a tutto sesto con paramento in mattoni ed elementi in pietra, la Portella mantiene elementi d’impronta medievale sul lato città, ed elementi ottocenteschi sul fronte mare, ricostruita dopo la II guerra mondiale. Portella Torriglioni – realizzata in laterizio e oggi parte della zona militare del porto – porta il nome e lo stemma dall’omonima famiglia che ne ebbe la custodia dal XVI secolo. Portella Palunci (guarda qui il modello 3D), anch’essa correlata alla cinta muraria del XIV secolo, è costruita in mattoni con elementi architettonici in pietra posti alla base dell’arco a sesto acuto. Sulla sua sommità è ancora leggibile il camminamento di ronda. La portella deve il suo nome alla famiglia Paluncovich, originaria di Ragusa, oggi Dubrovnik.

 

Testo: Cristiana Colli

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