


Pietre spezzate: Foro / San Donato / Kalelarga
Il Foro Romano non era solo la piazza centrale dell’antica Zara, ma anche il luogo in cui si svolgeva la vita quotidiana della città. Sorto nei primi secoli della nostra era, era un punto d’incontro e il fulcro della vita sociale, capace di scandire il ritmo della città e del suo spazio pubblico. Il Foro non era una semplice collezione di strutture in pietra, bensì un vero e proprio palcoscenico per la vita pubblica, dove si incrociavano interessi, si prendevano decisioni e si forgiavano i destini degli abitanti della Zara romana. La logica spaziale del Foro ha gettato le basi per un assetto urbano destinato a sopravvivere agli imperi e ai cambi di potere.
Su quelle stesse fondamenta, nell’Alto Medioevo, fu edificata la Chiesa di San Donato. Con la sua pianta circolare e la sua sobria monumentalità, appare calma e misurata, ergendosi a spazio di quiete nel cuore della città. I blocchi di pietra del Foro Romano furono incorporati nelle sue mura, traghettando letteralmente il patrimonio antico in una nuova era. San Donato non cancella il passato, ma lo ingloba, trasformando lo spazio pubblico romano nel centro spirituale della città medievale e in un potente simbolo di continuità.
Costeggiando il Foro si estendeva l’asse centrale della città, il decumano romano, il cui tracciato è sopravvissuto fino ad oggi nella Kalelarga (l’antica Calle Larga). Non è solo una strada, ma un percorso attraverso il tempo. È stata calpestata da cittadini romani, mercanti medievali, amministratori veneziani e, oggi, dai moderni passanti. La Kalelarga è tuttora uno spazio di movimento, di incontri e di vita quotidiana, un luogo in cui la città non viene semplicemente osservata, ma vissuta. In questa passeggiata, tra il Foro, San Donato e la città contemporanea, Zara dimostra la sua rara capacità di non rinchiudere il passato in una teca di vetro, ma di intrecciarlo indissolubilmente al proprio presente.



























