


Sette chilometri di tempo: l’Archivio di Stato di Zara
L’Archivio di Stato di Zara è una delle più antiche istituzioni di tutela del patrimonio nell’Adriatico e una risorsa fondamentale per comprendere la storia della regione. Le sue radici affondano nel Medioevo: già nel 1305, lo Statuto di Zara stabiliva le modalità e il luogo di conservazione di testamenti e documenti, mentre il termine “archivio” fu menzionato esplicitamente per la prima volta in Croazia nel 1390, nel testamento del nobile zaratino Bartolo Ciprijanov.
La continuità delle attività archivistiche organizzate ebbe inizio il 20 settembre 1624, quando il Provveditore Generale Francesco Molina istituì l’Archivio Provveditoriale. Questa data è considerata il compleanno dell’attuale Archivio di Stato di Zara. Nikola Veglia fu nominato primo archivista e, già nel 1755, fu redatto un ampio inventario dell’Archivio Provveditoriale, uno dei più antichi nel suo genere in questa parte d’Europa.
Oggi, l’Archivio conserva oltre 7.000 metri lineari di materiale archivistico e più di 800 fondi e collezioni, che coprono il periodo che va dal XII secolo ai giorni nostri. Come istituzione della memoria, rappresenta un punto di partenza imprescindibile per la ricerca sulla storia politica, sociale, economica e culturale dell’Adriatico.
Il patrimonio marittimo occupa un posto d’onore all’interno dei fondi archivistici. Tra i documenti più antichi figurano gli atti sui diritti di pesca a Melada (Molat) e all’Isola Lunga (Dugi Otok) risalenti al 1233, le decisioni dei dogi veneziani sulla condotta dei naviganti e sull’organizzazione degli equipaggi, gli scritti delle confraternite di pescatori e marinai, oltre a numerose norme sulla sanità marittima, sull’istruzione dei cadetti e sulla regolamentazione della pesca nel corso del XIX secolo.
Anche i materiali cartografici sono di rilevanza mondiale, in particolare le carte nautiche e l’atlante adriatico di carte speciali, nato dalla prima campagna idrografica sistematica dell’Adriatico. Queste mappe riportano profondità, porti, correnti marine e ancoraggi, testimoniando lo sviluppo di un approccio scientifico alla navigazione. L’Archivio custodisce inoltre i telegrammi sulla battaglia di Lissa (Vis) del 1866, gli orari delle compagnie di navigazione a vapore, i registri anagrafici delle comunità isolane e un’estesa documentazione sullo sviluppo delle compagnie marittime.
Nonostante le numerose avversità (incendi, trasferimenti in tempo di guerra e distruzioni subite nel corso del XIX e XX secolo), l’Archivio di Stato di Zara è rimasto un centro di ricerca permanente sulla storia marittima dell’Adriatico croato. Oggi è anche un partner attivo in progetti europei dedicati alla tutela, alla digitalizzazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale marittimo.


























